Fastnet 2019

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Terminata l’esperienza alla Rolex Fastnet Race 2019 Enrico Zennaro si racconta a Il Gazzettino, in un’intervista firmata da Sabrina Franceschini.

La Rolex Fastnet Race, quest’anno alla sua 48 edizione, è la regata d’altura più famosa del mondo e, come tradizione, ha visto i 400 equipaggi iscritti partire da Cowes (isola di Wight), uscire dal Solent, navigare lungo la costa meridionale dell’Inghilterra, salire fino al mitico faro dello scoglio del Fastnet (a sud dell’Irlanda) e poi fare ritorno verso la costa inglese per tagliare il traguardo di Plymouth per un totale di 605 miglia. Io ero imbarcato sull’imbarcazione modello Cookson 50 denominata Kuka3 dell’armatore svizzero Franco Niggeler e devo ammettere che l’esperienza è stata fantastica.

Gli organizzatori del Royal Yacht Squadron hanno fatto un gran lavoro e noi partecipanti abbiano avuto fin da subito la sensazione di avere a che fare con un’organizzazione seria sopratutto sotto il profilo della sicurezza. Chi decide di confrontarsi con questo evento ha la percezione di non affrontare una regata normale come tante altre perche’ la sua storia è ben nota a tutti (nell’edizione del 1979, 15 velisti e 3 soccorritori persero la vita in una violenta tempesta senza precedenti), quindi c’è da parte di tutti il massimo rispetto per una regata potenzialmente pericolosa.

La nostra categoria partiva per ultima (alle 14:00 si sabato 3 agosto) quindi abbiamo avuto tutto il tempo di gustarci le partenze delle altre categorie e devo dire che quelle dei trimarani mi hanno colpito. Arrivato il nostro turno ammetto che non abbiamo fatto una partenza delle migliori e per questo tutto il primo giorno lo abbiamo passato a centro classifica ad inseguire aspettando con ansia la prima opportunità di riscatto. Sapevamo che nella notte ci sarebbe stata una zona di transizione molto delicata e noi la abbiano interpretata al meglio e al mattino eravamo molto soddisfatti del nostro posizionamento rispetto alla flotta. Il secondo giorno è stato quello più duro dove durante la notte abbiamo avuto raffiche a 30/35 nodi. Ovviamente nessuno riusciva a mangiare in quelle condizioni se non qualche barretta energetica e anche i turni sono saltati perché era impensabile andare sotto coperta con quelle condizioni in quanto sembrava di essere dentro una lavatrice in funzione.

Finalmente dopo aver girato il Fastnet le ultime 250 miglia sono state in andature portanti con un vento di 20/25 nodi quindi un vero spasso. Per percorrere le 605 miglia ci abbiamo impiegato un tempo di circa 57 ore e ci siamo classificati 11 nella categoria IRC Zero che comprendeva 40 iscritti e ci siamo classificati 15 in assoluto su circa 400 partecipanti totali.
Ritengo che il risultato sia buono tenendo conto del livello altissimo degli avversari ma, come è ovvio che sia per uno sportivo, l’obbiettivo deve essere arrivare al podio.

Su Kuka3 il gruppo e’ solido e formato interamente da professionisti. Il mio ruolo era quello di randista e timoniere ed ero uno dei tre “watch captain” cioè nel mio turno avevo la responsabilità della scelta vele, tattica e sicurezza equipaggio.

Il nostro skipper portoghese Diogo Cayolla ha nel suo palmares 3 partecipazioni olimpiche e ovviamente anche lui era un “watch captain” come lo era anche Antonio Fontes velista proveniente dalla Volvo Ocean Race (il giro del mondo a vela).

La cosa che mi ha colpito di più di questa regata e’ stata lo scoprire il livello di preparazione di alcune barche sopratutto i due Cookson 50 Americani e Australiani che avevano soluzioni tecniche innovative mai viste prima e che adotteremo presto anche su Kuka3 in vista della Middle Sea Race di fine ottobre a Malta che è il nostro prossimo obbiettivo.

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