L’intervista di Enrico Zennaro su La Nuova Venezia

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Riportiamo l’intervista realizzata da Laura Bergamin e pubblicata sul quotidiano “La Nuova Venezia” il 16 giugno in merito al prossimo Salone Nautico di Venezia.

«La laguna, un luogo protetto dalle sensazioni perfette»

Protetta, sicura, affascinante: la laguna per i velisti è un paradiso di tranquillità e bellezza, un esercizio straordinario. Enrico Zennaro, otto titoli mondiali, sei titoli europei, undici titoli italiani e moltissime vittorie nelle più importanti regate, è uno dei velisti più affermati a livello intetrnazionale. Determinazione e talento sono le sue caratteristiche: nato a Chioggia 39 anni fa, ha cominciato molto presto ad andare in barca a vela, instaurando un rapporto speciale con il mare e con la laguna.
D:Che rapporto c’è tra un velista e la laguna? «Fin da piccolo mi piaceva uscire con il mio optmist in laguna e ricordo con affetto quegli anni in cui prendevo la mia barca e dal circolo nautico Chioggia “mi tenevano d’occhio”».
D:Qual è la caratteristica principale?«Navigare in laguna è una delle cose più affascinanti e nello stesso tempo tranquille. Per un bambino la laguna è un posto sicuro, protetto, dove è possibile navigare a tutte le ore. Mi appassionai subito alla vela e ricordo che volevo uscire sempre, soprattutto quando c’era vento fortissimo, mettendo in apprensione mio papà. Oggi navigare in laguna è diventato più difficile, dopo la costruzione del Mose, c’è molta più corrente, ma rimane sempre un posto sicuro».
D:I velisti veneziani vengono considerati più gente di laguna che di mare, a confronto di altri, come ad esempio i triestini. Cosa ne pensa?«Non è vero, siamo gente di mare, alla pari degli altri abitanti delle città marinare».
D:Com’è la vela a Venezia, oggi?«Non è vista più come una volta. Chi va in barca per passione, ormai è gente che ha una certa età. I più giovani che vanno in barca a vela cercano i risultati, ma manca la passione. Così quando i risultati non arrivano, mollano tutto. Bisogna cambiare metodo, partire dal basso, organizzando incontri motivazionali. Mi piacerebbe poter raccontare ai più piccoli la mia storia, di come una passione e un grande amore per il mare mi ha portato a grandi risultati. Io non provengo da una famiglia facoltosa e quando ho iniziato ad andare in optimist ero uno dei tantissimi che praticavano la vela. Non ero tra i più bravi, ero uno dei tanti, ma a differenza degli altri avevo una grande passione per le barche e per il mare e questo mi ha portato a non mollare mai, riuscendo con grande tenacia, a arrivare ai risultati di oggi».
D:Per riportare la gente in barca a vela cosa si potrebbe fare?«In barca a vela bisogna divertirsi, soprattutto i più giovani. Prima dei risultati, bisogna coltivare la passione».
D:Qual è iIl tuo rapporto attuale con Venezia?«Adesso d’inverno mi alleno a Cagliari con i ragazzi di Luna Rossa e d’estate sul Garda. Tutto è più faticoso, ma è il prezzo che si paga quando si alza il livello e tutto diventa più complicato. Per me è un grande dispiacere non potermi allenare nelle acque di casa. Ogni anno cerco però di partecipare ad alcune regate tra Chioggia e Venezia. Ho già preso parte al campionato dell’Adriatico e a ottobre conto di esserci alla Veleziana. È un piccolo contributo che do alle realtà locali».